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Emilia-Romagna - Piani Strutturali Comunali in forma Associata - Associazione Intercomunale Bassa Romagnola
Emilia-Romagna - Piano Strutturale Comunale (PSC) - Comune di Bertinoro
Liguria - Area Campione del Piano Energetico Ambientale Regionale
Liguria - Specificazione d'Ambito del Piano Territoriale Regionale
Lombardia - Variante Generale del Piano Regolatore Generale del Comune di Arluno
Lombardia - Piano Regolatore Generale del Comune di Madesimo
Piemonte - Piano Regolatore del Comune di Chieri
Piemonte - Piano Regolatore del Comune di Grugliasco
Toscana - Piano Regionale di Sviluppo Economico
Toscana - Piano di Coordinamento della Provincia di Prato
Valle d'Aosta - Piano Regionale delle Acque
Andalucía - Plan General de Ordenación Urbana de Palma del Río
Catalunya - Plan para la Gestión Integrada de Zonas Costeras de Cataluña
Murcia - Plan de Desarrollo Sostenible y Ordenación de los Recursos Naturales de la Comarca Noroeste de la Región de Murcia



Emilia-Romagna - Piani Strutturali Comunali in forma Associata - Associazione Intercomunale Bassa Romagnola

Regione

Regione Emilia - Romagna

Denominazione piano o programma

Piano Strutturale Comunale in forma associata

Livello

x   strategico             x   strutturale                      attuativo

Istituzione competente

Associazione Intercomunale Bassa Romagnola (provincia di Ravenna)

Obiettivi

Nella legislazione della Regione Emilia Romagna è ammessa la formazione di Piani Strutturali Comunali in forma associata. La forma associativa può essere quella prevista dal D.lgs. 267/2000, dalla L.R. 3/1999 di riordino istituzionale (Unione o Associazione di Comuni con trasferimento di competenze comunali nel campo della pianificazione) o dalla L.R. 20/2000 di disciplina generale di tutela ed uso del territorio (Accordo Territoriale tra Comuni interessati alla formazione di un PSC in forma associata).

Nel caso proposto viene seguito un percorso procedurale (con accordi territoriali previsti dalla LR 20/2000) per la predisposizione di un piano strutturale di comuni associati:
•  Fase di predisposizione dei documenti di pianificazione (documento preliminare, quadro conoscitivo, ValSAT) preliminari al PSC in forma associata . Viene prevista l'istituzione di un unico Ufficio di Piano e l'individuazione del soggetto (per es. il Presidente pro-tempore dell'Associazione dei Comuni) che presiede a tutte le attività previste dalla L.R. 20/2000 per il corretto svolgimento della Conferenza di Pianificazione. Ogni Giunta comunale deve adottare le parti di Quadro Conoscitivo, di Documento Preliminare e di ValSAT, predisposte e ripartite dall'Ufficio di Piano unico, relative al proprio ambito territoriale, che costituiscono i documenti necessari per attivare il procedimento di approvazione del Piano con la convocazione di un'unica Conferenza di Pianificazione.
•  Fase della conferenza di pianificazione . A conclusione della Conferenza, l'eventuale Accordo di Pianificazione dovrà essere sottoscritto dalla Provincia e da ogni singolo Sindaco dei Comuni interessati, previa autorizzazione dei rispettivi Consigli comunali.
•  Fase di predisposizione del PSC associato . Ogni singolo Consiglio comunale adotta e approva il proprio Piano che sarà costituito, di una parte generale comune e una parte specifica per ogni ambito comunale . Ogni singolo Consiglio comunale, inoltre, dovrà deliberare sulle osservazioni e riserve presentate relative al proprio ambito territoriale. Resta comunque nelle competenze di ogni singola Amministrazione Comunale l'adozione e l'approvazione degli strumenti regolamentari e operativi Piano Operativo Comunale (POC) e Regolamento Urbanistico ed Edilizio (RUE). Anche in questa fase si procede alla ValSAT delle scelte di pianificazione (per la parte generale la ValSAT è unica).

I PSC dei comuni associati si configurano come piani di un'area sovracomunale e prendono quindi in considerazione le strategie e gli assetti strutturali del territorio a scala di area vasta, spesso significativa anche per le politiche di sub-ambito provinciale; ciò permette ai comuni ed alla provincia di concertare obiettivi e scelte di pianificazione comuni ovvero di coordinare l'attuazione degli strumenti urbanistici in ragione della sostanziale omogeneità delle caratteristiche e del valore naturale, ambientale e paesaggistico ovvero della stretta interdipendenza ed integrazione degli assetti insediativi, economici e sociali.

L'obiettivo della sperimentazione è la definizione di procedure e contenuti di ValSAT (metodologie, settori sensibili, obiettivi di sostenibilità, parametri e soglie per la valutazione di sostenibilità delle scelte di piano, indicatori per il monitoraggi, modelli di simulazione per valutare gli scenari di progetto ) delle scelte strategiche e strutturali di pianificazione comunale alla scala di comuni associati con particolare attenzione La sperimentazione consisterà nel fornire supporto scientifico e metodologico ad alcuni comuni che stanno procedendo alla formazione del PSC in forma associata agli aspetti delle scelte pianificatorie che comportano significativi effetti di rilievo sovracomunali .

La metodologia proposta alla sperimentazione svilupperà specifici riferimenti alla direttiva europea sulla VAS applicata alla pianificazione ed orientata ai contenuti della L.R. 20/2000 "Disciplina generale sulla tutela ed uso del territorio" fornendo in specifico   indicazioni ai comuni su:

•  Percorso metodologico ValSAT;
•  Aree tematiche da considerare nella ValSAT;
•  Quadro sinottico degli indicatori delle varie aree tematiche;
•  Analisi dello stato di fatto;
•  Valutazione scelte di piano e bilancio complessivo delle nuove previsioni;
•  Bilancio complessivo analisi/progetto;
•  Esempi di analisi.

Rapporto tra VAS e il PSC di Comuni associati
La legge regionale n. 20/2000 "Disciplina generale sulla tutela ed uso del territorio" definisce all'art. 5 l'obbligo per i comuni di provvedere, nell'ambito del procedimento di formazione del proprio piano urbanistico, alla valutazione preventiva della sostenibilità ambientale e territoriale (ValSAT) degli effetti derivanti dalla loro attuazione. La procedura di ValSAT si configura come VAS applicata agli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica.

La procedura evidenzia gli impatti negativi delle scelte operate e le misure idonee per impedirli, ridurli o compensarli. Gli esiti della ValSAT costituiscono parte integrante del piano approvato; in coerenza con essa si persegue la contestuale realizzazione delle previsioni dei piani con le necessarie opere di mitigazione.

La procedura di ValSAT definisce inoltre indicatori necessari a predisporre un sistema di monitoraggio degli effetti del piano, con riferimento agli obiettivi ed ai risultati prestazionali attesi.

La L.R. 20/2000 richiede inoltre agli strumenti di pianificazione la esplicitazione delle motivazioni poste a fondamento delle scelte di piano: gli esiti della procedura di ValSAT operano in tal senso.

Con apposito atto di indirizzo la Regione ha definito i contenuti essenziali della ValSAT anticipando gran parte degli aspetti definiti dalla direttiva europea sulla VAS (Dir. 2001/42/CE) in particolare per gli aspetti relativi ai contenuti della "Relazione Ambientale". Le Fasi procedurali della ValSAT prevedono:

•  analisi dello stato di fatto
•  definizione degli obiettivi di sostenibilità e degli obiettivi e scelte strategiche di piano che l'amministrazione intende perseguire;
•  formulazione di scenari/azioni di progetto ed individuazione dei loro effetti attesi e mitigazioni necessarie, valutazione di sostenibilità degli scenari;
•  determinazione definitiva degli scenari/azioni di piano e delle eventuali mitigazioni;
•  dichiarazione di sintesi degli esiti della valutazione di sostenibilità;
•  monitoraggio e controllo degli effetti.

Rispetto alle fasi di formazione, attuazione e revisione/bilancio delle scelte di pianificazione la ValSAT è utile alla predisposizione di valutazioni ex-ante, intermedie ed ex-post.

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Emilia-Romagna - Piano Strutturale Comunale (PSC) - Comune di Bertinoro

Regione

Regione Emilia - Romagna

Denominazione piano o programma

Piano Strutturale Comunale (PSC)

Livello

x  strategico             x   strutturale                      attuativo

Istituzione competente

Comune di Bertinoro (provincia di Forlì Cesena)

Obiettivi

L'obiettivo della sperimentazione è la definizione di procedure e contenuti di ValSAT (metodologie, settori sensibili, obiettivi di sostenibilità, parametri e soglie per la valutazione di sostenibilità delle scelte di piano, indicatori per il monitoraggi, modelli di simulazione per valutare gli scenari di progetto ) delle scelte strategiche e strutturali di pianificazione comunale con particolare riferimento alla valutazione degli impatti sui sistemi territoriali (ambiente, mobilità, servizi ed infrastrutture a rete per l'urbanizzazione degli insediamenti) a scala sovracomunale, a scala comunale e per la localizzazione delle nuove previsioni insediative.

La sperimentazione dovrebbe consistere nel fornire supporto scientifico e metodologico al Comune di Bertinoro che sta procedendo alla formazione del PSC, in un contesto territoriale pedecollinare di grande sensibilità ambientale e paesaggistica, collocato sulla via Emilia e oggetto di rilevanti previsioni insediative in particolare di attività produttive.

La metodologia proposta alla sperimentazione svilupperà specifici riferimenti alla direttiva europea sulla VAS applicata alla pianificazione ed orientata ai contenuti della LR 20/2000 "Disciplina generale sulla tutela ed uso del territorio" fornendo in specifico   indicazioni ai comuni su:

•  percorso metodologico ValSAT;
•  Aree tematiche da considerare nella ValSAT;
•  Quadro sinottico degli indicatori delle varie aree tematiche;
•  Analisi dello stato di fatto
•  Valutazione scelte di piano e bilancio complessivo delle nuove previsioni;
•  Bilancio complessivo analisi/progetto;
•  Esempi di analisi.

Rapporto tra VAS e il piano o programma

La legge regionale n. 20/2000 "Disciplina generale sulla tutela ed uso del territorio" definisce all'art. 5 l'obbligo per i comuni di provvedere, nell'ambito del procedimento di formazione del proprio piano urbanistico, alla valutazione preventiva della sostenibilità ambientale e territoriale (ValSAT) degli effetti derivanti dalla loro attuazione. La procedura di ValSAT si configura come VAS applicata agli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica.

La procedura evidenzia gli impatti negativi delle scelte operate e le misure idonee per impedirli, ridurli o compensarli. Gli esiti della ValSAT costituiscono parte integrante del piano approvato; in coerenza con essa si persegue la contestuale realizzazione delle previsioni dei piani con le necessarie opere di mitigazione.

La procedura di ValSAT definisce inoltre indicatori necessari a predisporre un sistema di monitoraggio degli effetti del piano, con riferimento agli obiettivi ed ai risultati prestazionali attesi.

La L.R. n.20/2000 richiede inoltre agli strumenti di pianificazione la esplicitazione delle motivazioni poste a fondamento delle scelte di piano: gli esiti della procedura di ValSAT operano in tal senso.

Con apposito atto di indirizzo la Regione ha definito i contenuti essenziali della ValSAT anticipando gran parte degli aspetti definiti dalla direttiva europea sulla VAS ("Dir.2001/42/CE) in particolare per gli aspetti relativi ai contenuti della "Relazione Ambientale". Le Fasi procedurali della ValSAT prevedono:
•  analisi dello stato di fatto
•  definizione degli obiettivi di sostenibilità e degli obiettivi e scelte strategiche di piano che l'amministrazione intende perseguire;
•  formulazione di scenari/azioni di progetto ed individuazione dei loro effetti attesi e mitigazioni necessarie, valutazione di sostenibilità degli scenari;
•  determinazione definitiva degli scenari/azioni di piano e delle eventuali mitigazioni;
•  dichiarazione di sintesi degli esiti della valutazione di sostenibilità;
•  monitoraggio e controllo degli effetti.
Rispetto alle fasi di formazione, attuazione e revisione/bilancio delle scelte di pianificazione la ValSAT è utile alla predisposizione di valutazioni ex-ante, intermedie ed ex-post.

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Liguria- Area Campione del Piano Energetico Ambientale Regionale

Regione

Regione Liguria

Denominazione piano o programma

Area Campione del Piano Energetico Ambientale Regionale

Livello

  strategico             x   strutturale                      attuativo

Istituzione competente

Regione Liguria

Obiettivi

Nella scheda relativa, compresa fra le esperienze, il Piano energetico ambientale regionale è già stato descritto nelle sue caratteristiche salienti. L'attuazione del livello strategico è prevista nel medio termine su cosiddette aree campione, da individuare con il concerto degli enti territorialmente competenti. Si tratta di ambiti di progettazione integrata, nei quali sviluppare gli indirizzi generali del Piano. Ai fini della sperimentazione è stata individuata un'area campione nella Valle Bormida, per la quale è in corso l'iter approvativo di un impianto a biomasse. Si tratta in effetti di promuovere la cosiddetta filiera del legno, e la sperimentazione nell'ambito del progetto ENPLAN può rappresentare occasione per progettare, in modo concertato, l'attivazione di tutte le attività idonee allo sfruttamento sostenibile del bosco ed all'utilizzazione ad esempio dei cascami di calore dell'impianto. Ciò può avere, come ricaduta non trascurabile, effetti positivi anche ai fini del mantenimento del presidio sul territorio e della valorizzazione di aree depresse. L'ambito in oggetto è stato scelto in considerazione sia delle caratteristiche territoriali (ampia copertura boschiva), sia dell'impianto a biomasse in previsione, sia dell'esistenza di un diffuso interesse per l'argomento in questione. Potranno comunque essere esplorate ulteriori possibilità di sviluppo in sito dell'industria energetica. L'esperienza sviluppata sull'area studio potrà essere successivamente messa a frutto per le altre aree campione.

Rapporto tra VAS e il piano o programma
La sperimentazione sull'area campione potrà altresì essere occasione per verificare l'applicabilità di semplificazioni procedurali ai fini dell'approvazione ed autorizzazione degli interventi.

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Liguria- Specificazione d'Ambito del Piano Territoriale Regionale

Regione

Regione Liguria

Denominazione piano o programma

Specificazione d'Ambito del Piano Territoriale Regionale

Livello

  strategico             x   strutturale                      attuativo

Istituzione competente

Regione Liguria

Obiettivi
La pianificazione territoriale di livello regionale persegue finalità di qualificazione ambientale e funzionale del territorio ligure, di sviluppo, organizzazione ed innovazione dei vari settori produttivi, con particolare riferimento al turismo, di adeguamento delle reti infrastrutturali e di riqualificazione degli insediamenti. La LUR (legge regionale urbanistica, n. 36/97) prevede che il PTR possa essere sviluppato mediante la successiva emanazione di atti di specificazione settoriale o di ambito, che devono essere corredate di uno studio di sostenibilità ambientale.

Nel mese di luglio è stato adottato il Progetto di Piano Territoriale Regionale, che si compone di un quadro descrittivo, di un documento degli obiettivi e di un quadro strutturale, che individua le linee progettuali del Piano. i l quadro descrittivo definisce la geografia del progetto di Piano e consente l'individuazione dei temi attorno a cui organizzare i progetti e gli strumenti di carattere normativo e progettuale; l'intervento del Piano sarà decisivo laddove più debole è la progettualità in essere (documento degli obiettivi).

In particolare l'attività di promozione di progetti di riqualificazione e valorizzazione che il Piano si propone si svolge con riferimento ai seguenti temi: verde e paesaggio, innovazione turistica, rilancio dello spazio rurale.

Il quadro strutturale del piano focalizza l'attenzione su particolari ambiti territoriali nei quali la necessità di riequilibrio e rilancio, con riferimento alle tematiche suddette, è particolarmente marcata, e si propone lo sviluppo di progetti integrati, da elaborarsi con il concorso degli enti locali, che diano sviluppo strutturale agli obiettivi strategici individuati.

Oggetto della sperimentazione sarà uno di questi progetti integrati, localizzato nel territorio del Comune di Ventimiglia, lungo il fiume Roja, sul quale insistono varie tematiche, dalla riorganizzazione infrastrutturale alla valorizzazione produttiva, alla creazione di connessioni con l'assetto rurale circostante e la vocazione turistica costiera. La sperimentazione potrà essere in particolare occasione per approfondire i temi della comunicazione e della partecipazione, fondamentali per la VAS.

Rapporto tra VAS e il piano o programma
La LUR prevede che le specificazioni d'ambito siano corredate da uno studio di sostenibilità, di cui individua genericamente i contenuti (alternative considerate, sostenibilità delle previsioni, impatti residuali e mitigazioni, esito della verifica ambientale) e non prevede la valutazione. È necessario che tale previsione venga aggiornata, alla luce delle indicazioni della Direttiva 2001/42/CE, ed allo scopo di integrare le tematiche ambientali nel livello strutturale del Piano (che si prevede di realizzare attraverso i suddetti progetti integrati-specificazioni d'ambito). Ciò potrà consentire di definire un assetto spaziale e funzionale "sostenibile" di porzioni significative di territorio, con importanti ricadute (in termini sia di indirizzo delle previsioni che di definizione di criteri gestionali) sulle successive componenti attuative e di disciplina delle modalità realizzative degli interventi.

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Lombardia - Variante Generale del Piano Regolatore Generale del Comune di Arluno

Regione

Regione Lombardia

Denominazione piano o programma

Variante Generale del Piano Regolatore Generale del Comune di Arluno

Livello

  strategico                strutturale                   x   attuativo

Istituzione competente

Comune di Arluno

Obiettivi
Oltre alle linee guida di natura urbanistica - edilizia questa Amministrazione, nell'ottica di quello che viene normalmente indicato come "sviluppo sostenibile", intende utilizzare per la redazione del nuovo PRG anche criteri di natura urbanistico - ambientale, ossia vuole porre l'attenzione a quegli elementi strutturali e naturali che condizionano la qualità dell'ambiente e ne determinano quindi il più opportuno destino. Perciò saranno valutati sia gli effetti determinati dalle scelte di pianificazione sia gli obiettivi da tutelare (cittadinanza e ambiente) utilizzando le conoscenze teoriche su alcuni fenomeni fisici e gli studi effettuati sul territorio di Arluno e la relativa documentazione presente negli uffici. Per assicurare la tutela della qualità della vita e della salute verrà applicato, in caso di dubbio, il principio di precauzione. Si terrà conto anche di quelle normative che regolamentano la materia ambientale che danno direttamente come legge o solo come nera indicazione criteri di urbanistica "ambientale".
Obiettivo della pianificazione ambientale è assicurare soluzioni ottimali per i nuovi insediamenti e indicare le soluzioni tecnicamente ed economicamente sostenibili, per risolvere i problemi esistenti.

La Variante Generale intende provvedere all'adeguamento del PRG:
· alla crescita demografica, sociale ed economica;
· alla legislazione regionale;
· alla pianificazione territoriale provinciale;
· ad una maggiore sensibilità ambientale.
I principali interventi previsti sull'area comunale sono:
· il potenziamento di Malpensa e relative infrastrutture;
· il trasferimento della Fiera di Milano a Pero - Rho;
· la realizzazione linea ferroviaria alta capacità -TAC.

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Lombardia - Piano Regolatore Generale del Comune di Madesimo

Regione

Regione Lombardia

Denominazione piano o programma

Piano Regolatore Generale del Comune di Madesimo

Livello

  strategico                strutturale                   x   attuativo

Istituzione competente

Comune di Madesimo

Obiettivi
l nuovo P.R.G. del Comune di Madesimo affronterà le problematiche territoriali ed urbanistiche tipiche dei comuni di montagna, dove l'attività economica prevalente è legata allo sviluppo del turismo.

Più specificatamente i contenuti strategici del Piano sono i seguenti:
- Tutela del paesaggio e del territorio del Comune che presenta caratteristiche paesaggistiche ed ambientali di grande valore.
- Concezione del territorio quale bene primario per lo sviluppo delle attività che permettono la permanenza dell'uomo in montagna.
- Mantenimento delle attività agricole degli alpeggi che rappresentano un elemento essenziale per il presidio della montagna e la manutenzione del territorio e fonte di attività economica, sviluppo di attività agrituristiche.
- Mantenimento e sviluppo delle attività turistiche esistenti, che costituiscono patrimonio economico e sociale importante.
- Sviluppo e razionalizzazione del dominio sciabile e dei servizi legati al turismo invernale ed estivo, quali servizi sportivi, ricreativi, ecc.
- Piano di razionalizzazione del centro abitato di Madesimo con l'eliminazione del traffico veicolare e con la creazione di spazi di servizio e rifacimento dell'arredo urbano.
- Creazione di un sistema di parcheggi che permettono l'attuazione del punto precedente ed il soddisfacimento del fabbisogno pregresso in questo settore.
- Recupero del patrimonio edilizio esistente nelle convalli e valorizzazione dell'architettura spontanea esistente che presenta elementi di pregio.
- Localizzazione di nuove aree a destinazione alberghiera per aumentare la dotazione di posti letto di almeno 1.500 unità.

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Piemonte - Piano Regolatore del Comune di Chieri

Regione

Regione Piemonte

Denominazione piano o programma

Piano Regolatore del Comune di Chieri

Livello

  strategico                strutturale                   x   attuativo

Istituzione competente

Comune di Chieri

Obiettivi
L'obiettivo della sperimentazione è l'applicazione ad un caso concreto di metodologie di VAS, integrative di quanto già previsto dalla legislazione regionale. In particolare si svilupperà la VAS di un PRGC nel quadro innovativo dell'e-planning.

Il Comune di Chieri ha in corso di revisione il PRGC vigente. Per l'elaborazione del nuovo Piano regolatore l'Amministrazione ha avviato un'ampia consultazione dei diversi attori pubblici e privati per giungere alla formazione di un piano ampiamente condiviso e anche tendenzialmente flessibile in cui non tutte le decisioni sono definite, ma in cui si rimanda a verifiche e puntualizzazioni durante la fase di gestione del piano.

Chieri è uno dei centri della cintura torinese che ha salvaguardato la sua identità non essendo stato investito dai fenomeni di crescita demografica e occupazionale dell'area metropolitana. Ha perso tuttavia il ruolo di polo industriale primario e di centro di servizi dei piccoli comuni della collina torinese, sempre più gravitanti su Torino . Con il nuovo piano l'Amministrazione punta ai seguenti obiettivi : rafforzare la propria identità di centro culturale e di servizio dei comuni collinari,attraverso la realizzazione di nuove attività terziarie; rafforzare la competitività del proprio territorio prevedendo la possibilità di localizzare nuove attività produttive riqualificare le periferie urbane senza struttura e qualità, recupero dei grandi contenitori del centro storico e valorizzazione delle risorse culturali ed enogastronomiche mediante la realizzazione di circuiti turistici locali da inserire in più vasti circuiti regionali La sperimentazione dovrebbe consentire di elaborare una metodologia e la realizzazione di linee guida per la VAS.
Rapporto tra VAS e il piano o programma
La legge regionale 40/98 prevede che i Piani siano studiati e organizzati sulla base di analisi di compatibilità ambientale. La relazione di compatibilità ambientale viene predisposta in sede di formazione del piano, secondo quanto previsto dall'Allegato F alla L.R. 40/98.
Per i PRGC i contenuti specifici di tale relazione e gli indirizzi per la predisposizione dell'analisi di compatibilità sono meglio specificati nella Circolare del Presidente della Giunta Regionale n. 1/PET del 13.1.2003.

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Piemonte - Piano Regolatore del Comune di Grugliasco

Regione

Regione Piemonte

Denominazione piano o programma

Piano Regolatore del Comune di Grugliasco

Livello

  strategico                strutturale                   x   attuativo

Istituzione competente

Comune di Grugliasco

Obiettivi
Nel caso in esame si procederà alla sperimentazione di un sistema di monitoraggio per un Comune con PRGC approvato ed in fase di attuazione.
Le finalità principale è quella di pervenire alla predisposizione del sistema di monitoraggio per la Vas in itinere del PRGC del Comune di Grugliasco.

Rapporto tra VAS e il piano o programma
La legge regionale 40/98 prevede che i Piani siano studiati e organizzati sulla base di analisi di compatibilità ambientale. La relazione di compatibilità ambientale viene predisposta in sede di formazione del piano, secondo quanto previsto dall'Allegato F alla L.R. 40/98.
Per i PRGC i contenuti specifici di tale relazione e gli indirizzi per la predisposizione dell'analisi di compatibilità sono meglio specificati nella Circolare del Presidente della Giunta Regionale n. 1/PET del 13.1.2003.

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Toscana - Piano Regionale di Sviluppo Economico

Regione

Regione Toscana

Denominazione piano o programma

Piano Regionale di Sviluppo Economico

Livello

x strategico                strutturale                      attuativo

Istituzione competente

Consiglio Regionale

Obiettivi
l PRSE determina le linee di intervento a favore delle attività produttive per concorrere al raggiungimento degli obiettivi prioritari fissati dal PRS - Piano di Sviluppo Regionale - nell'ambito delle opzioni politiche fondamentali relative allo sviluppo sostenibile e all'occupazione.

Rapporto tra VAS e il piano o programma
La valutazione ambientale del PRSE prevede la valutazione del quadro conoscitivo, della coerenza interna, della coerenza esterna e degli impatti, nonché le conseguenze ambientali di tutte le misure ed azioni individuate nel programma, sottolineando le possibilità di integrazione dei diversi livelli (economico - sociale - ambientale) e le opportunità di miglioramento dei programmi nella direzione di una migliore sostenibilità a lungo termine.

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Toscana - Piano di Coordinamento della Provincia di Prato

Regione

Regione Toscana

Denominazione piano o programma

Piano di Coordinamento della Provincia di Prato

Livello

x strategico                strutturale                      attuativo

Istituzione competente

Provincia di Prato

Obiettivi
La Regione Toscana a metà degli anni novanta vara la L.R. 5/1995 "norme per il governo del territorio" con la quale dispone la formazione di nuovi strumenti tra i soggetti atti alla pianificazione territoriale, esaltando il ruolo di responsabilità decisionale Comunale, nella elaborazione dei contenuti programmatici (Piano Strutturale) confermando il ruolo di coordinamento e di raccordo provinciale tra gli atti della programmazione territoriale regionale e quella urbanistica comunale (Piano territoriale di coordinamento provinciale) indirizzando le politiche territoriali e orientando le azioni di pianificazione (Piano di Indirizzo territoriale Regionale).
Il Piano Provinciale secondo la L.R. 5/1995, raccorda le proprie politiche di settore e definisce i principi sull'uso e la tutela delle risorse del territorio.
Definisce aspetti statutari, con l'identificazione dei sistemi territoriali e delle invarianti strutturali, disciplina al fine della sostenibilità dello sviluppo, l'uso delle risorse riferite alle integrità (geomorfologica, idraulica, flora e fauna, culturale e paesaggistica) articola analisi specifiche sulle tipologie di risorsa ( il territorio rurale, la città e gli insediamenti, la rete delle infrastrutture).
Il Piano in oggetto sviluppa una analisi specifica sulla varietà identitaria del territorio, riferita al patrimonio ambientale, territoriale, antropico. Il progetto definisce la tutela e la valorizzazione degli aspetti naturali di ogni parte del territorio nel sistema funzionale ambiente, promuove le relazioni funzionali e infrastrutturali nei sistemi della mobilità e del patrimonio, mette in relazione i diversi insediamenti produttivi del sistema funzionale tessile moda all'interno di una logica del distretto. (Procedura di formazione in corso, adozione prevista maggio 2003, approvazione prevista ottobre 2003).

Rapporto tra VAS e il piano o programma
La necessità della valutazione degli atti di governo del territorio è la conseguenza del principio dell'autonomia sancito dalla L.R. 5/1995 e valutazione delle azioni di trasformazioni territoriali è da intendersi come condizione essenziale per l'efficacia dei singoli strumenti urbanistici e parte integrante per la loro approvazione.
Al fine di poter applicare le tecniche di valutazione più adatte nei vari casi e di impiegare le competenze disponibili, sono state deliberate da parte della Giunta Regionale, nel 1998 le istruzioni tecniche.
L'azione valutativa è riconosciuta in relazione ai piani e programmi settoriali della stessa Provincia e ai Piani Strutturali Comunali.
I Piani Provinciali stabiliscono criteri e parametri per la valutazione di compatibilità tra le varie forme e modalità di utilizzazione delle risorse essenziali del territorio.
I contenuti valutativi in riferimento a quelli richiamati all' art. 32 della L.R. 5/1995 sono dimensionati con criteri specifici in modo da garantire l'integrazione fra il processo di pianificazione e quello di valutazione da comprendere tutte le sfaccettature della valutazione, territoriale, ambientale, economica, sociale.
Il processo valutativo permetterà di dimostrare la sinergia fra i diversi punti di vista della valutazione in relazione alle nuove disposizioni della nuova legge quadro in fase formativa.

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Valle d'Aosta - Piano Regionale delle Acque

Regione

Regione Autonoma della Valle d'Aosta

Denominazione piano o programma

Piano Regionale delle Acque

Livello

x strategico                strutturale                      attuativo

Istituzione competente

Regione Autonoma Valle d'Aosta

Obiettivi
La legge regionale 8.9.99 n. 27 "Disciplina dell'organizzazione del servizio idrico integrato" prevede, ai sensi dell'art. 7, che il Consiglio regionale approvi, con deliberazione, il Piano regionale delle acque, articolato in Piano regionale di tutela delle acque, piano regolatore generale degli acquedotti e Piano di utilizzo delle acque, quest'ultimo scelto come caso studio per la sperimentazione.
Il piano riveste importanza strategica, anche alla luce del fatto che la valutazione di impatto ambientale vigente si confronta da anni con progetti di captazione idroelettrica non supportata da un'adeguata pianificazione dell'uso della risorsa a monte, con conseguenti difficoltà di valutazione.

Rapporto tra VAS e il piano o programma
Ai sensi della l.r. 14/1999 l'approvazione del piano è condizionata all'acquisizione del parere del Comitato Tecnico per l'Ambiente.
La redazione della VAS e relative analisi ambientali sono contestuali alla realizzazione dello strumento di programmazione in esame.

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Andalucía - Plan General de Ordenación Urbana de Palma del Río

Regione

Junta de Andalucia

Denominazione piano o programma

Plan General de Ordenación Urbana de Palma del Río (Córdoba)

Livello

 strategico                strutturale                   x    attuativo

Istituzione competente

Junta de Andalucia

Obiettivi
Evaluación ambiental estratégica de un plan de ordenación urbana puesto que éste es un instrumento del que se derivan acciones (mediante una serie de planeamiento de menor nivel) con una impronta importante en el territorio. Estos efectos pueden traducirse en reformas urbanas o en ocupación de nuevo suelo, así como la definición del modelo urbano y la dotación o mejora de infraestructuras urbanas.

Rapporto tra VAS e il piano o programma
En principio, no se han contemplado medidas a tomar tras la experimentación, al menos de forma oficial. Es posible que, mediante el intercambio de información y metodologías con el euqipo dredactor del plan, éstos asuman parte de las conclusiones del documento que se elabore.

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Catalunya - Plan para la Gestión Integrada de Zonas Costeras de Cataluña

Regione

Generalitat de Catalunya

Denominazione piano o programma

Plan para la Gestión Integrada de Zonas Costeras de Cataluña

Livello

x strategico                strutturale                      attuativo

Istituzione competente

Departamento de Medi Ambiente
Departamento de Política Territorial y Obras Públicas

Obiettivi
El Consejo de Ministros de Medio Ambiente de la Unión Europea aprobó en 2001 una Recomendación sobre la aplicación de la gestión integrada de zonas costeras en Europa, la cual pretende que los Estados Miembros elaboren sus propias estrategias.
El Plan para la Gestión Integrada de Zonas Costeras que impulsa la Generalitat de Catalunya (PGIZCC) responde a una necesidad básica de coordinación y integración de las decisiones y acciones que llevan a cabo la compleja red de agentes y actores que inciden. Esta coordinación es la base imprescindible para el establecimiento de un marco de planificación conjunto que dé respuesta a los retos planteados y al diseño de unos escenarios de futuro más sostenibles para estas zonas.
Así, los planes territoriales parciales que integran ámbitos geográficos costeros son el marco administrativo más oportuno para el desarrollo integrado de las directrices que establecerá este plan estratégico.
Los objetivos específicos del Plan para la Gestión Integrada de Zonas Costeras son:
- Desarrollar herramientas operativas para el diagnóstico del ámbito geográfico costero como un sistema de información geográfica o un inventario de los agentes que intervienen.
- Generar directrices estratégicas de carácter territorial y ambiental.

Rapporto tra VAS e il piano o programma
La Generalidad de Cataluña considera que la evaluación ambiental estratégica no debe ser un instrumento de naturaleza reactiva, como lo es actualmente la evaluación de impacto ambiental, sino proactiva, de manera que la introducción de criterios ambientales se haga sistemáticamente durante el proceso de concepción de cualquier política o iniciativa programática.

Por esta razón, el objetivo es el de buscar las directrices y orientaciones que permitan conseguir unos determinados objetivos de forma mas eficiente y con unos efectos ambientales, económicos y sociales más favorables. Y, al mismo tiempo, constituir un marco de referencia para un conjunto de proyectos que, concretados posteriormente, puedan comportar un impacto ambiental.

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Murcia - Plan de Desarrollo Sostenible y Ordenación de los Recursos Naturales de la Comarca Noroeste de la Región de Murcia

Regione

Región de Murcia

Denominazione piano o programma

Plan de Desarrollo Sostenible y Ordenación de los Recursos Naturales de la Comarca Noroeste de la Región de Murcia

Livello

x strategico                strutturale                      attuativo

Istituzione competente

Dirección General del Medio Natural

Obiettivi
Tres ejes básicos orientan los contenidos del Plan:

a) Ordenación del territorio rural mediante directrices para el emplazamiento de actividades económicas y delimitación de áreas ambientalmente sensibles.
b) Gestión integrada de los espacios naturales de la comarca integrados en la Red Natura 2000 y otras áreas protegidas.
c) Planificación de actuaciones para la mejora de la calidad ambiental y el desarrollo sostenible de la comarca.

El obejtivo fundamental del Plan es proporcionar un instrumento comarcal de ordenación y desarrollo rural sostenible basado en la conservación, mejora y puesta en valor de su patrimonio natural y cultural. Para alcanzar este objetivo es necesario:

a) Adecuada ordenación de las actividades económicas para hacerlas compatibles con la conservación de los recursos ambientales y culturales de la comarca.
b) El patrimonio natural y cultural debe contemplarse como un activo, cuya puesta en valor contribuya a la mejora socioeconómica de las áreas mas deprimidas de la comarca.
c) Compatibilizar la conservación y el aprovechamiento de los recursos naturales, en cuanto a la cultura agraria.
d) Intervención activa de la administración ambiental que abarque el conjunto del territorio comarcal.
e) Estrategia integrada que aúne el desarrollo socioeconómico rural con la conservación y gestión de sus recursos naturales dentro del marco comarcal, según los principios de desarrollo sostenible.

Rapporto tra VAS e il piano o programma
Este Plan pretende el desarrollo sostenible de una comaraca de montaña economicamente desfavorecida, teniendo en cuenta sus valores naturales y culturales, y dando cabida a los agentes socioeconómicos implicados. La Evaluación Ambiental Estratégica determinara la viabilidad del Plan relacionandolo con otros Planes y Estrategias Regionales, así como sentar las bases para la protección ambiental de la zona.

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